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"Mi
affascina sempre la sua tranquillità e la sua padronanza con i
burattini. Basta che li prenda in mano per creare la magia del movimento,
aiutando l'effetto complessivo con misurate pause. Si vede che pensa mentre
sta improvvisando, ma quello che è più sorprendente è
che anche i burattini sembra che pensino". "Ho
conosciuto Otello Sarzi agli inizi degli anni '60 seguendone la 'fase
romantica', l'esperienza del 'Teatrino dei 7 Colli' e i nuovi esperimenti
da lui realizzati nel teatro dei burattini. Quel periodo fu davvero molto
vivo. Otello Sarzi era conosciuto come burattinaio tradizionale ed il
fatto che realizzasse allestimenti sperimentali, attorniato da una serie
di artisti e di personaggi come Moravia e Guttuso, era molto innovativo
nella scena italiana. Era encomiabile il suo tentativo di venir fuori
dal tradizionale. Di Otello e del suo lavoro come 'solista' ho una grandissima
stima. Lo considero quasi un Obraszov..." "Otello
Sarzi è veramente un personaggio affascinante e fa capire come
il teatro dei burattini sappia essere una forma poetica. Se posso fare
un paragone, devo dire che ho sempre considerato mio maestro Sergio Tofano,
nonostante io realizzassi poi cose completamente diverse dalle sue. Ecco,
si potrebbe dire che Sergio Tofano sta a Luzzati come Otello Sarzi sta
a tutti i burattinai che provengono da quella poetica teatrale". "Chi
lo conosce, sa che è molto facile incontrarlo. Ti dà una
sensazione di grande possibilità di pulizia. Otello Sarzi e i suoi
burattini, tutto quel mondo, fanno per me parte di uno dei periodi più
stimolanti della mia vita d'attore". "Quello
che mi colpisce di Otello Sarzi è che il suo lavoro non prescinde
mai dalle matrici popolari del suo essere; cioè non c'è
quella sorta di paraintellettualismo che in certi momenti sembra cogliere
altre esperienze diverse da lui. La tradizione viene qui restituita ed
inventata con il suo estro poetico, ma mantenuta in quelle che sono le
radici vere, politiche e culturali di Sarzi". "Dal
niente Otello riesce a creare qualcosa di interessante, anche in poco
tempo. Non si ferma su nessuna idea e quando ha risolto un problema ne
arriva già un altro. Credo che se riesce a controllarsi e stare
un mese sul tema di uno spettacolo, è in grado di fare grandi cose,
per lui e per gli altri". "Prima
del Castello di Kafka, conoscevo già il lavoro di Otello
Sarzi. Mi piaceva soprattutto la sua coerenza di uomo di spettacolo, di
poeta del mondo dei burattini, e la nostra collaborazione artistica me
lo ha fatto poi apprezzare molto di più. Direi che Otello Sarzi
occupa in Italia un posto importante nel mondo dello spettacolo e che,
tutto sommato, dovrebbe avere più spazio
". "Otello
è il guru dei burattini italiani. Un capo spirituale laico e dotato
di autoironia. La tartarughina esoterica immancabilmente appesa al collo,
la massa grigia di barba e capelli, ormai sono il simbolo del suo potere
di fascinazione. Come uno sciamano Otello evoca (e non solo da dietro
la tradizionale baracca con i suoi impareggiabili Fagiolino e Sandrone)
emozioni e situazioni che appartengono a mondi lontani. Dove ingenuità,
candore e lucida follia regnano sovrani, malgrado tutto". "Quello
di Otello non è un teatro che si limita a una satira, a volte pungente,
diretta solamente a persone e fatti riconoscibili nella vita di tutti
i giorni. Egli è capace di oggettivizzare e rendere universali
anche i fatti che possono apparire marginali, ma che non lo sono. Questa
è la grande scuola del teatro che è stata capace di superare
la ripetitività per offrire ad ogni replica dello spettacolo informazioni
e sensazioni nuove. "Otello
è un grande intellettuale della tradizione dei burattini, che rivive
criticamente questo teatro e lo riflette, con distacco, nel mondo dello
spettacolo. E' quindi per me il più grande di tutti, perché
non replica stancamente e pedissequamente una tradizione. Al contrario,
fa emergere un teatro che è squisitamente tradizionale ma con l'esperienza
di oggi". "I
burattini e la Commedia dell'Arte hanno molte affinità e molti
punti di contatto. Quando nell'Ottocento la tradizione della Commedia
dell'Arte si è interrotta, la continuazione delle maschere è
avvenuta proprio con i burattini ed attraverso canovacci e spettacoli
della tradizione di cui Otello Sarzi è discendente: maestro burattinaio
straordinario". "Credo
che Otello sia importante, malgrado e nonostante gli altri. Credo che
rappresenti nella nostra cultura contadina emiliana un baluardo di tradizioni
con radici profondissime e che attraverso l'Ariosto arrivano fino ai nostri
'maggi'". |
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